19-21 aprile
Ayers-Rock e Kata Tjuta
Partiamo di buon ora per Ayers-Rock. Sulla strada ci aspetta il monte Conner che molti turisti scambiano per Uluru, il famoso monolite rosso considerato come un luogo sacro dagli aborigeni. Sandro e Ernesto hanno studiato le mappe e consultato google map. C'e' una strada non asfaltata che permette di arrivare alle pendici con una piccola deviazione. Arriviamo al bivio ma stranamente non e' indicato il Conner ma un'altra località. Riguardiamo google map, non può tradirci. In effetti c'é un'altra stradina seminascosta. Gongoliamo avete visto! Avevamo ragione... Purtroppo dopo un km la strada e' sbarrata e può essere percorsa solo dalle guide locali. Maledetto il business.. Ci consoliamo con il fatto di aver percorso un tratto della più larga strada sterrata del red center (almeno 5 corsie).
Meglio così, arriviamo prima a Uluru. Il monolite ci appare da lontano, ha una aria misteriosa e Sandro comincia a dare segni di inquietudine. Comincia a ululare dicendo "uluruuuulu" "torno a casa". Si crede un aborigeno, mah...
Si accende una discussione che i vari filmati del centro culturale non aiuteranno a chiarire. E' davvero un luogo sacro o e' business? Perché gli aborigeni una volta ti portavano in cima ed ora che il business e nelle mani delle Agenzie turistiche dicono che non deve essere scalato perché sacro? Sandro sostiene che la natura é di tutti e che nessuna religione possa impadronirsi di essa. Gli aborigeni che stanno qui sono stati trasportati da altre zone dell'Australia. I graffiti sono recenti. Dov'è questa spiritualità? Il dubbio é risolto dal vento impetuoso che soffia per due giorni. In queste condizioni il sentiero che porta alla cima é chiuso e quindi Sandro non può scalare il monolite.
ULURU
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Poco male perché il giorno seguente andiamo a KataTjuta. Queste rocce sono ancora più spettacolari di Uluru, una spettacolare parata di montagne rosse arrotondate, guglie e pinnacoli; e poi piene di vallette, cave e soprattutto di colori. Il rosso ed il blu (del cielo) si contrastano e spariamo centinaia di foto (tutte uguali). Qui non ci sono tabù religiosi (fasulli o veri), ci si può arrampicare e godere il lavoro del vento e dell'acqua che hanno modellato delle forme incredibili
A proposito di vento, per salire alla prima sella si percorre la WINDS VALLEY che non tradisce il suo nome perché tira una 'bora' tremenda che quasi ti solleva. :-)
La sera torniamo nella zona di Uluru e tentiamo per la seconda volta di fotografare la 'montagna sacra' al tramonto. Ci va ancora male perché anche stavolta il cielo si é annuvolato. Poco male, useremo photoshop.
L'indomani diamo un'ultima occhiata al monolite prima di imbarcarci per Cairns. Sandro continua a ululare fino a che non saliamo in aereo...
| KATATJUTA (Monti Olgas) | ||
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